Una bolletta più alta del solito non significa per forza che devi pagarla così com'è. Tra conguagli non giustificati, consumi stimati e richieste tardive, capita spesso che l'importo non sia dovuto, in tutto o in parte. La differenza la fa sapere cosa guardare.
Quando una bolletta si può contestare
I casi più frequenti sono tre: un conguaglio improvviso senza spiegazioni, una fattura che si riferisce a consumi molto vecchi, e una ricostruzione dei consumi basata su stime invece che su letture reali. In tutte queste situazioni hai il diritto di chiedere chiarimenti e, se la richiesta non regge, di non pagare la parte contestata.
I tuoi diritti in sintesi
- I consumi di oltre due anni fa, di norma, non possono più esserti richiesti.
- Ogni conguaglio deve essere giustificato e basato su dati verificabili.
- Hai diritto a una ricostruzione dei consumi corretta e documentata.
- Puoi contestare l'importo prima di pagarlo, seguendo la procedura corretta.
La richiesta di pagamento dei consumi di luce, gas e acqua si prescrive in due anni (Legge 205/2017, art. 1, commi 4 e seguenti, cosiddetta prescrizione breve).
Perché è rilevante qui: se ti chiedono importi riferiti a più di due anni prima, la pretesa può essere prescritta e non dovuta. È il primo controllo da fare su una bolletta sospetta.
Cosa puoi fare, in tre passi
Raccogli le bollette
Metti insieme le ultime fatture e, se le hai, le letture del contatore. Servono per ricostruire la situazione.
Verifica gli importi
Controlla date, periodi fatturati e conguagli. Se trovi consumi vecchi o stime non spiegate, annotali.
Segnala il problema
Inviaci la segnalazione: analizziamo il caso e ti diciamo con onestà se e come contestare la bolletta.
Affrontare da soli un fornitore, tra moduli e tempi di risposta, scoraggia. È il motivo per cui esistiamo: tu ci racconti il problema, noi lo inquadriamo e ti seguiamo fino alla soluzione.